Dopo 7 sconfitte e 2 pareggi, è normale, che un incantesimo si spezzi nel modo più rocambolesco. Il palo, che ti restituisce il pallone, dopo un rigore fallito, e, 10 secondi dopo, quello stesso pallone in fondo al sacco, ma nella porta avversaria. Anche così, “si fa la storia”, molte settimane dopo avere eliminato la Juventus Under 23, dalla Coppa Italia di Serie C, ottenendo la prima vittoria professionistica, in campionato. Credo siano da rimarcare forma e sostanza della realtà-Albissola. La forma: l’allenatore Bellucci, invece di arrendersi, ha espresso lo stile della società, e cioè considerare gli ultimi 30 minuti di un kappaò, quello contro la Carrarese, come “punto di partenza”, verso la risalita in classifica. La sostanza: la società si è resa conto di come la Covisoc abbia già inflitto 31 punti di penalizzazione, sui 74 globali della scorsa stagione, e la gestione economica perfetta di Fantino-Colla-Mussi equivale ai 3 punti di tanti successi, alla fine, pesantissimi. Oggi, in un calcio di Serie C, che vuole tornare credibile, nel rispetto delle scadenze finanziare, si vince non solo alla fine delle partite, ma anche alla fine del mese. I gol di Cais valgono quanto gli stipendi, regolarmente, pagati, e il “nostro calcio” vincente si pratica pure così, se qualcuno non lo avesse ancora capito.

Carlo Nesti